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Cristiani Siriani rifugiati in Libano

Si tratta di un nuovo progetto di sostegno all'opera di Padre Nader, un sacerdote Cattolico Greco- Melchita che opera in Libano a favore dei Cristiani Siriani rifugiati in Libano a seguito della guerra civile e dell'odio anti Cristiano.

Padre Nader Jbeil è venuto ad Asti, sabato 26 gennaio 2013, accompagnato da Maurizio Baiotti e dalla Dott.ssa De Mari.
In tarda mattinata ci siamo ritrovati nello studio Binello, erano ovviamente presenti Rosalda e Paolo, cui si è aggiunto Agostino Gaglio, per fare il punto sulla raccolta fondi del progetto “Profughi Cristiani tra Siria e Libano” e il loro impiego.
È stata un'importante occasione d'incontro con chi è il nostro referente nell’area siro-libanese, ma anche e soprattutto di conoscenza e approfondimento della realtà di luoghi e popolazioni coinvolte e travolte dall'ennesima guerra regionale dove ormai sembrano risolversi ed esorcizzarsi i rischi di conflitti maggiori nel mondo globalizzato.
Padre Nader, seppur giovane di anni, ma già ben ricco di drammatiche esperienze anche personali - ancora ragazzo la guerra civile in Libano ne fece un profugo con tutta la famiglia - ci ha testimoniato una tragica realtà, in vero poco conosciuta anche perché sottaciuta, che riguarda la mattanza dei cristiani siriani nelle confuse vicende della guerra civile che insanguina la Siria.
Gli accadimenti nei Paesi delle (molto) cosiddette “Primavere Arabe”, vengono spesso letti in Occidente con la superficialità della scarsa conoscenza (una buona lettura, a tale proposito, sarebbero i libri, tra gli altri, “La polvere dell'Impero” di Karl Meyer e “Una pace senza pace” di David Fromkin) per cui si tende a dividere semplicemente i contendenti tra biechi tiranni (e lo sono!) e popoli anelanti alla libertà e alla democrazia (e spesso lo sono solo in parte!).
In Siria, ma già in Libia e in Egitto lo si è visto, la lotta vede la presenza di una forte infiltrazione, tra l’altro sono le forze più armate e organizzate, della “Internazionale” dell'integralismo islamico quasi sempre declinato sotto la voce Al Qaeda.
Ciò aggiunge, alla brutale “laicità” dello scontro per il potere, l'efferatezza della pulizia etnica e religiosa di cui, secondo la diretta testimonianza di Padre Nader, i Cristiani sono l'anello debole e l’agnello sacrificale.
Non sappiamo come finirà, anche se è purtroppo facile supporlo. Ancora una volta la Storia si conferma custode di verità nascoste che però spesso è difficile (voler) scoprire.
In ogni caso, noi di Wecare abbiamo avuto la conferma che il nostro piccolo, grande sforzo, unito a quello di tanti altri, può dare concretamente aiuto e forse una qualche speranza a tanti disperati che altro non hanno che le loro vite, per di più a continuo rischio.
Un bell'incontro davvero e lo sprone a continuare.

 

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