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14a missione in Uganda

Dal 29 dicembre al 28 gennaio 2018:  14ma missione  dal 2012 in Uganda, con obiettivi l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Aber, distretto di Oyam, nord Uganda, di proprietà della diocesi di Lira e gli orfanotrofi di Gulu e Ngetta.

Il nostro gruppo era composto da 5 persone:

Alda Pagliano,  divisa tra gli orfanotrofi di Gulu e Ngetta; inoltre organizza e coordina il gruppo di ragazzi / ragazze che dovranno essere sostenuti economicamente per continuare gli studi.

Tiziana Gioira, infermiera  strumentista, determinante per il successo dei 27 interventi ginecologici effettuati. Apporta  anche un tocco di originalità al solito menù giornaliero di riso, fagioli, piselli,  di per sè monotono.

Alessandra Spatola, biologa, insegna ai locali la tecnica di colorazione del Pap test per la prevenzione dei tumori della cervice uterina. Alessandra si rivela anche ottima cuoca.

Alberico Gargiulo, medico anestesista da Pozzuoli, importante per il lavoro di sala operatoria.

Il sottoscritto beneficiando del supporto di tutti i partecipanti, effettua un buona attività ginecologica di prevenzione tumori e di interventi chirurgici.

Dal 25 gennaio al 14 febbraio, è subentrato un secondo team di medici:

Il dr Luigi Allara, ginecologo da Pinerolo per la  attività sanitaria ginecologica.

Il dr Antonio Lacivita, anatomo patologo, per la prevenzione tumori femminili.

Abbiamo verificato la presenza e funzionalità del materiale sanitario  arrivato con il container ottobre scorso:

• particolare successo ha avuto l' ambulanza, già molto utilizzata per il recupero delle partorienti dai  villaggi circostanti.

• la lampada scialitica a Led, donata dalla ditta REMSA di Carlo Longoni, posizionata in sala operatoria, ha permesso, finalmente, di avere una visione chiara del campo operatorio, a parte  i frequenti black out, motivo di apprensione e timore specie nei momenti più delicati dell'intervento.

• il letto operatorio, perfettamente funzionante, ha sostituto l'esistente, da tempo bloccato dalla ruggine.

• la macchina da cucire è stata subito utilizzata.

Le condizioni ambientali della sala operatoria sono tali da stressare e sfiancare tutti gli operatori, inoltre fonte di infezioni per le pazienti, con  formazioni di ascessi delle ferite chirurgiche.

Diventa  pressante la necessità e inderogabilità della costruzione di un nuovo blocco operatorio.

Abbiamo preso contatti con il mondo imprenditoriale e politico ugandese, ottenendo incoraggiamenti e garanzie di sostegno economico per un valore di circa 300/350.000 $.

Il Nunzio Apostolico di Kampala, mons. Michael Blume, mette a disposizione la  Nunziatura per un party finalizzato alla raccolta fondi intorno a ottobre di quest'anno

Una munifica lady italiana si è dichiarata disponibile a sostenere i costi del party e s'impegna a invitare il Presidente ugandese, Museveni, che solitamente  lascia un sostanzioso contributo.

Ma anche una signora casalese ha già versato un generoso contributo per la costruzione del blocco operatorio.

L'ambasciatore italiano a Kampala ha condiviso il nostro progetto, garantendo il suo particolare interessamento.

Abbiamo previsto la data d'inizio dello scavo per il mese di maggio pv., con la posa della prima pietra da parte di mons. Giuseppe Franzelli, vescovo della diocesi di Lira, proprietaria dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Aber.

Ci attende un anno particolarmente impegnativo, ma con l'aiuto di  tutti riusciremo a centrare l'obiettivo di dotare il piccolo ospedale rurale Papa Giovanni XIII di Aber di un efficiente e sicuro blocco operatorio.

Francesco Coggiola                                                                             Vercelli, febbraio 2018

 

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